Il Kundalini Yoga, nasce dalla tradizione dei Nat Yogi dell’Himalaya.
Quando questa famiglia di Yogi incontrò gli studenti del Sikh Dharma, tutta la loro sagezza venne contaminata con la conoscenza della Shabad Guru...
ma questa è un’altra storia (continuate a seguirci e prima o poi ve ne parlerò).

Naque così il Kundalini Yoga, una particolare via dello Yoga adattato alle esigenze ed alla tecnologia del Sikh Dharma (leggi i post sulla Shabad Guru).

Questo speciale cammino, era una strada che veniva aperta a pochi prescelti.
Si trattava di Yogi con almeno 10 anni di esperienza di Hatha Yoga, che avevano maturato una forte esperienza nella pratica delle posture, e che quindi erano in grado di tenere posizioni meditative salde per lungo tempo.

Questa premessa era necessaria per spiegare che le posture di base sono l’essenza del Kundalini Yoga.
Nello yoga classico esistono 84 posture di base; con le varianti secondo la leggenda arriveremmo a circa 8000 (io non lo ho mai contate).

Al di là dei numeri (non so se lo sapete, ma non mi sono molto simpatici), quello che ci interessa è che lo yoga – attraverso le asana – deve ottimizzare le nostre funzioni principali allo scopo di ridurre lo sforzo energetico quotidiano e posizionare le ossa nella maniera migliore.
Così staremo in piedi e cammineremo senza sforzo, e potremo tenere la posizione di meditazione per lungo tempo senza doverci muovere e distrarre la mente.

Senza dilungarci andiamo sul concreto :
le basi della nostra postura sono :

  • lo stare in piedi
  • stare seduti

In queste posizioni chiaramente i Kriya di Kundalini Yoga ci aiuteranno nell’allineamento.

Lo stare in piedi altre due funzioni :

  • piegarsi in avanti
  • piegarsi indietro

Questo è tutto, ma proprio tutto, il resto è didattica (state sereni, lo affronteremo, ma focalizziamoci oggi su questi aspetti).

Uno degli aspetti più complessi della pratica della disciplina, è quello di portare lo yoga nella vita quotidiana.
Questo aspetto è solo una questione di consapevolezza personale.

 

Per tanti anni ho cercato di capire come fare, la pratica costante non è mai mancata, ma gli stimoli esterni, lo stress, le questioni “terrene”, le emozioni, mi riportavano sempre ai miei aspetti polari.
Con il tempo ho compreso che è solo una questione di coscienza.
Ora mi guardo, mi osservo, cerco di allinearmi costantemente, apro il petto quando cammino, stiro la colonna, tengo la mia piccola contrazione interna costante, senza ansie, senza voler apparire o essere diverso.

Quando lo lasci entrare lo yoga entra, ti allinea ti penetra e ti riempie della sua antica saggezza;

è solo una questione di resistenza al cambiamento [chiamiamolo Ego, oppure struttura psicologica, gabbia della mente, chiamiamolo come vogliamo, ma concentriamoci sulla resistenza interna al cambiamento].

Nella strada di abbandono alla disciplina, la postura e l’allineamento fisico sono la base per l’arresa totale; le resistenze all’evoluzione personale, saranno

con il tempo e la costanza digerite ed assimilate dalla nostra anima.
Termino qui, ricordando che il più forte impatto della nostra disciplina è sul campo elettromagnetico [decimo corpo];
la sua percezione è tra i processi più complessi, ma una volta che si scatena questo tipo di percezione la vita cade nelle tue mani.

Sarai felice, sano, saggio.

Continua resisti cammina … Lentamente, con grazia .

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